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a cura di Viviana Soldano

Danza moderna – ieri e oggi

Danza moderna – ieri e oggi

La danza moderna nasce come rivoluzione alla danza classica, in contrapposizione con la sua rigidità, offendo infinite possibilità di espressione.

Verso la fine del XIX secolo si cominciò a concepire un nuovo tipo di espressione corporea, che permettesse di uscire dal rigido schema del balletto classico accademico, una forma di danza “libera”, praticata soprattutto al di fuori dei teatri proprio per rafforzare questo concetto di “rivoluzione”, e spesso in assolo.

Cominciò così un percorso di ricerca che  portò la danza moderna a prendere lentamente piede fino ad acquisire dei canoni specifici e diventare una vera e propria disciplina, e ad adattarsi anche al gruppo. Nel corso del tempo ha subito varie influenze da parte di altre discipline, quali la danza contemporanea per esempio, o l’hip-hop, e così via fino ai balli sportivi.

Queste contaminazioni possono avere qualunque origine: un passo specifico di un’altra disciplina, l’estro del coreografo o dell’insegnante, o addirittura passi “da strada” (come nel caso dell’hip-hop, disciplina nata negli U.S.A. appunto da feste che si svolgevano in strada e in cui i ragazzi si muovevano in libertà a ritmo di musica).

Una disciplina libera, sia per il tipo di movimento, che per l’uso dello spazio scenico, e ancora per l’abbigliamento se vogliamo, fino ad adattarsi anche al teatro contemporaneo, in cui danza e teatro talvolta si fondono, e dove si possono inserire elementi di recitazione all’interno di una coreografia e viceversa. In definitiva si può dire che la caratteristica principale della danza moderna sia la poliedricità: è una disciplina che si adatta e si evolve a seconda del tempo e delle “mode”, che deriva da una miscela di elementi, come già detto, anche di diversa natura ed è plasmabile a piacimento dal talento dei coreografi e della personalità dei performer ai quali viene inevitabilmente richiesto di esprimere e comunicare a seconda del loro personale sentire.

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